A quanti mesi i primi sogni?

Pubblicato da Nuvita in data:
3/23/2021

A quanti mesi i primi sogni?

Guardare un neonato che dorme è una meravigliosa esperienza. Ma cosa succede dietro quegli occhietti chiusi?

Più si studia la questione, più si scopre che i neonati sono grandi sognatori.

Già a partire dal settimo mese di gestazione il feto trascorre periodi sempre più regolari di sonno tranquillo, che possono durare 5-10 minuti, in cui resta immobile o con una motilità molto ridotta.

A questi seguono momenti di veglia e soprattutto periodi di sonno agitato, con movimenti frequenti. Quest'ultima condizione somiglia in modo straordinario al cosiddetto "sonno REM" (dall'inglese rapid eye movements, con movimenti oculari rapidi), quello stato in cui sappiamo che nel bambino più grande o nell'adulto intervengono i sogni.

Negli anni '80 alcuni ricercatori avanzavano l'ipotesi affascinante che, mentre si trova in una fase di sonno agitato, il feto sperimenti una qualche forma di vita mentale, rielaborando le sensazioni derivanti dal proprio movimento, e che di questi processi possano restare tracce di memoria nella vita futura [Mancia, 1982].

Oggi gli studi contemporanei sembrano evidenziare che i bambini inizierebbero a sognare ancora prima della nascita. Il Dr. Alan Greene, autore di"Dai primi calci ai primi passi" spiega:

"I bambini sognano maggiormente il primo giorno di vita che in qualsiasi altro momento successivo e sognano ancora di più prima di essere nati. Per tutto il terzo trimestre di gestazione i bambini dormono la maggior parte del tempo e sognano la maggior parte del tempo, sognando le cose che stanno vivendo attraverso le proprie percezioni visive, uditive e gustative. Sentono quello che sta succedendo nel mondo intorno a loro, ne formano un ricordo, e possono trasformarlo in un contenuto onirico."

Sulla stessa linea di pensiero il professor Allan Hobson, docente di psichiatria alla Harvard Medical School, che durante una recente conferenza organizzata a Venezia dal titolo “The future of the science”, ha spiegato ai presenti che l’uomo inizia a sognare già nell’utero materno.

Già dopo otto settimane di gestazione, parallelamente allo sviluppo del sistema di attivazione oculare, il feto inizierebbe la sua attività onirica, che gli consente di venire al mondo con una sorta di“preparazione” a quello che dovrà affrontare con la crescita. Infatti dopo alcuni esperimenti, il professor Hobson ha esaminato come nei neonati la fase REM sia fino a 4 volte più lunga rispetto agli adulti (in cui e' pari al 15-20% del sonno), occupando l'82-90% circa del sonno complessivo.

Nei neonati prematuri la fase REM sarebbe più lunga di un ulteriore 5%. Il sonno del neonato è fondamentale nello sviluppo della coscienza primaria, che condividiamo anche con gli altri mammiferi e uccelli, che sognano come noi, e che ci consente di costruire e venire al mondo con una sorta di 'mappa della realtà'.

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